mercoledì, marzo 21, 2007

Un nuovo martire - Vangelo secondo Zenone

in quel tempo, regnante Ponzio Nigrato (un nubiano dall'identità sessuale confusa), il profeta Zenuè raccolse i suoi apostoli e li redarguì dall'accostarsi al potere oscuro degli Acchinei. Li raccomandò alla clemenza del Signore dei Distributori, il potente profeta Marchionne, e quindi si accomiatò in un patio ombroso con un gruppo di giovani donne.
In quel mentre venne il giovine giudeo Roberto Iscariota al suo desco e con fare garbato gli offrì un pane duro (proveniente dalla Taverna La Brace) e quindi giurò la sua fedeltà.
Zenuè abbandonando il seno marmoreo di un'ancella rispose:"In verità Roberto so che mi tradirai e che pure tenterai il mio caro Urbotto. Egli, prima che il gallo canterà tre volte, passerà al lato Oscuro". "Perchè mai, mio profeta" - rispose il giudeo - e facendo cadere una fattura sul tavolo veloce si allontanò.
Mentre i discepoli Pozze e Urbotto con il pescatore Paciele mollemente riposavano all'ombra degli oleandri, il dramma del tradimento si compì.
Lesto Roberto Iscariota si ripresentò con i pretoriani Zilione e Toseleo. Circondarono Zenuè bastonandolo e canzonandolo: "ah saresti tu il signore delle imhoff? dove sono le tue autorizzazioni?" - "sarai gettato in un pozzo perdente!".
Trascinatolo per la via, Zilione propose una classica crocifissione poichè non era sicuro si potesse gettare un martire in un pozzo perdente. Toseleo invece avrebbe chiesto ad un mercenario trinariciuto un tal Macrineo da Siracusa. Ci si accordò per un supplizio standard ovvero crocifissione con piccole varianti legate al mondo delle fognature. "si si" disse il mercante romano Angelus Angelis, ancora offeso di quando Zenuè gli aveva rovesciato il carretto di spade laser di plastica giù al porto. "ma dove la troviamo una collina qui a Cusano, Toseleo?" chiese Zilione mentre Zenuè cadeva per la prima volta.

[fine prima parte - la passione secondo Zenone]

giovedì, marzo 08, 2007

Una nuova religione

Non avrai altro dio al di fuori del Larmando
Larmando è il tuo dio e carcupino il suo profeta

Larmando viene evocato pronunciando il suo nome. Ovviamente il pronunciarlo è già di per sè atto sacrilego, per questo quando lui appare è sempre adombrato, scuro in volto.
Poi si siede presso il trono di bambù e dopo meditazioni telefoniche e attività di stesura testi sacri si lancia nelle profezie, maledizioni e oracoli propriamente detti.
Generalmente condanna a morte un paio di amici alla settimana, controlla la politica interna del suo regno (Cusan Milanìn), i dettagli delle feste in suo onore e le pratiche per l'edificazione dei suoi templi. Poi riceve i dignitari della sua corte, i gran rappresentanti della sua religione quando, in uno sfarzo di graffette e fotocopie, si innalza in tutta la sua maestà divina e con gli occhi a fessura carichi di odio pronuncia l'anatema:
Chi Chi Chi ha parcheggiato al mio postoooo?