venerdì, dicembre 02, 2011

Un ciclo universale


A volte ritornano: sia i Cessi neri vaganti per lo spazio, sia le banane siderali in rotta di collisione!
Anzi vengono e se ne vanno con una certa ciclicità...

martedì, novembre 22, 2011

La ribalta astrologica del mago Marcello - 2

gemelli - tremate dalla voglia di iniziare un nuovo gioco, anche nella nebbia;
toro - avevate ragione voi, quattro mesi fa, a dire che in cucina ci sarebbe stata penuria di olive or di metà novembre. Adesso che hanno riconosciuto i vostri meriti, potete tirarle fuori e smetterla di tenere il broncio?
ariete - non eravate un segno concreto? posate quei depliant di viaggi in malesia...
pesci - sognatori al punto di aver perso il filo, persino nel sonno. Almeno non recriminate al risveglio;
cancro - com'è bello subissare gli amici con la penna bic, stando attaccati alla gonna della mamma, eh?
leone - com'è che l'oro non è mai abbastanza brillante come vorreste? Lucidarvi o lucidare dunque!
vergine - battagliate dentro di voi dalla voglia di smettere di battagliare. Ammettete la sconfitta e sbaragliate gli avversari;
bilancia - bontà d'animo e altruismo, anche mentre date alabardate a destra e a manca. La vita è un gioco e voi siete il croupier.
scorpione - mordete una scatola di pastelli a cera possibilmente rossi e poi brindate con Rosso di Montalcino: il vostro mese uggioso e nebbioso sta volgendo al termine e vi pare di non averlo celebrato abbastanza. Tremate boscaglie!!!
sagittario - il cielo stellato sopra di noi diceva Immanuel Kant. Non prendetevela con le trasmissioni TV quindi.
skaguro - niente cibo piccante, dieta depurativa, letture morbide. Non siete il segno della lentezza?
sparagnino - lo sapete anche voi che l'azzardo non è nelle vostre corde. Smettetela di comperare latte fresco dunque.
capricorno - la diceria che siate portati per la dama e gli scacchi vi sta dando qualche grattacapo. Essere volitivi e aperti alla poesia, questo il vostro prossimo traguardo ambizioso. Pensate di farcela?
acquario - immobile frenesia di cambiare. Almeno ogni tanto cambiamo l'acqua nel vostro boccione se non volete uccidere i vostri pescetti preferiti.

lunedì, novembre 21, 2011

Diario Grafico








Produzione congiunta padre-figlia;
serie di principesse ideata da Elisabetta, inchiostrate (pennarello paper mate) dal sottoscritto, colori pastelli Stabilo softcolor.

venerdì, novembre 18, 2011

Fumetti serali per Eli - 1





Dialoghi con figlia 1: "papà, sai cos'è il tenero sentimento?" - "eh, cos'è?" - "è il bambino dentro di lei" - "ah... no, non nascono così, non basta che lei guardi negli occhi il principe sennò anche sull'autobus.." - "ah ah lei sull'autobus guarda uno e fanno un bambino lì! ah ah ah..."






domenica, luglio 31, 2011

liste da un tavolino sul terrazzo - aggiornamento

gli acquerelli con Eli li ho fatti.... e conto pure di continuare a farli.
una delle spunte più importanti.

mercoledì, giugno 29, 2011

liste da un tavolino sul terrazzo

Mentre il caldo avviluppa la città, penso e ritorno ad altre serate estive di pari calore, di pari intensità, di tanti anni fa, con molti sogni, molti progetti, disegni, fumetti, libri da leggere, imprese da compiere, sentieri da esplorare, cornici da appendere, scherzi da fare e subire.


lista 1 - cose da fare:


  • trovare le cornici adeguate a disegni ancora da scegliere (tra cui quelli di Elisabetta);

  • organizzare, disporre, appiccicare vecchie foto personali, trovandone di perdute da perduti rullini, da scansionare opportunamente;

  • scegliere i disegni da apporci a lato delle foto o sullo sfondo;

  • finire la lista dei 300 modi per versare il vino;

  • imparare a leggere velocemente, ma solo i saggi;

  • montare con cordino di canapa una scaletta fatta di bastoncini levigati e sassi trovati in spiaggia, dopo averli forati con il trapano;

  • scansionare tutti i miei disegni degli ultimi 18 anni;

  • piuttosto disegnare, scegliendo tra una dozzina di taccuini vergini o appena iniziati;

  • progettare un nuovo libro illustrato tra i molti progetti degli ultimi anni, eventualmente pubblicarlo on line;

  • compilare un albero genealogico come si deve, con disegni e appunti grafici;

  • montare video di Elisabetta degli ultimi 4 anni;

  • dipingere con Elisabetta con gli acquerelli;

  • dimagrire di pancia;

  • fare un corso di enologia ed uno di degustazione birra;

  • anche di formaggi;

  • andare almeno una volta con la Compagnia del Bollito;

  • forse ripensare al dimagrimento di pancia, accontentarsi di andare a correre un po' di più.

Per ora questo dovrebbe impegnarmi per i prossimi fine settimana.









venerdì, aprile 15, 2011

Le riviste - 2


Le riviste - 1

Registro un cambiamento lento e inesorabile nelle mie abitudini di lettore: un po' per pigrizia, un po' per stanchezza oggettiva dopo le mie giornate di lavoro frenetiche davanti ad un PC, un po' per fascinazione delle possibilità economiche di un adulto stipendiato nei confronti di un'edicola, leggo meno libri e sempre più riviste. Soffro così di sensi di colpa costanti per non so quale educazione o abitudine che fa si che io consideri come decisamente inferiori le pubblicazioni periodiche ai libri. Le cose forse non stanno così, anzi sicuramente la divisione è meno netta, meno drammatica. La verità è che passerei gran parte della giornata a leggere piuttosto che computare metri di tubazione da due pollici.


La lettura di riviste ha una sua fenomenologia: in primis c'è il godimento dell'acquisto, in tutte le sue sotto-fasi ovvero l'aspettativa, la comparazione, la scelta, l'acquisto vero e proprio, il trasporto e lo scarto. Se si tratta di una rivista cosiddetta affezionata si sviluppa un'abitudine scandita dai tempi di pubblicazione: settimanale, mensile, bimestrale. Ovvero più si avvicina la fine di un periodo e l'arrivo di un nuovo numero si crea una certa aspettativa, quella che da bambino era la smania dell'attesa. Non è che le cose siano poi così cambiate...

L'aspettiva può essere mortificata da ritardi o da problemi di reperibilità se si passa da edicole inconsuete, ma in generale ha una sua tempistica abbastanza breve che termina all'arrivo in edicola. Piccolo inciso: sono diventato un cultore delle edicole chiuse, a casetta, forse perché riproducono una libreria, luogo ancor più affascinante e carico di emozioni positive, sicuramente perchè più comode, meno aperte agli sguardi altrui, al dover urlare nomi incomprensibili ad un ottuso edicolante e di solito più fornite. Inoltre la mia edicola ha il POS Bancomat e la cosa è decisamente un'istigazione al consumo.


Se la rivista non è di quelle "fisse" si passa alla cosiddetta comparazione: prendiamo il settore dell'aviazione, non c'é la rivista ideale che prevalga in qualità sulle altre e ogni mese mi baso su simpatie, su strane volute mentali che mi si creano in poco tempo, in moti emotivi di ribellione o di esaltazione: "questa no perché ha la solita copertina squallida e parla ancora una volta dei soliti aerei, questa mmh potrebbe essere vediamo...". Va da sé che un minimo di sfoglio è necessario, le edicole fidate lo permettono soprattutto se quelle chiuse. Provate voi se la rivista sta appesa con una molletta tra i DVD di Panorama e gli speciali del Sole 24 Ore. Detto ciò si passa alla scelta: dopo tanto ponderare mi faccio il mio mucchietto e vado a zonzo in altre aree (trasporti, fumetti, architettura, montagna, viaggi, musica, computer PC, attualità), cosa che non toglie la possibilità ch'io torni indietro e con non-chalance riponga le riviste al loro posto, colto da improvviso ripensamento.


Chissà cosa pensa quel burbero del mio edicolante. Sicuramente lo preferisco a quello di una volta, sulla strada per la stazione degli autobus durante i miei 7 anni di pendolarismo coatto sull'A4, tanto caciaroso quanto invadente nelle mie scelte. Ma erano anche gli anni delle uscite speciali di Repubblica e Corriere che tanto mi prendevano: le Guide Rosse del TCI, le guide mondadori City-book, l'enciclopedia degli acquerelli (fino al n° 10), una fase quasi adolescenziale della edicola-mania.


Dopo la scelta e il disbrigo del pagamento (fatto con superba disinvoltura anche se penso ai rimbrotti imminenti della moglie) eccomi che esco come un principe del foro con le mie riviste sottobraccio. Se sono un giusto mucchietto lo stile vorrebbe che si indossasse una giacchetta primaverile, magari un vellutino che fa tanto intellettuale; guai ad indossare giubbotti e ancor peggio arrotolare le riviste. Se sono tante riviste a volte mi danno un sacchetto ma la cosa mi dispiace un po', come se dovessi nascondere di aver comperato dei porno o come se fossi andato dal fruttivendolo e dell'umida insalata stesse inzuppando una copertina di giornale. Vabbé sono piccole manie, di qualcosa bisognerà pur ammattire.


Siccome la distanza della mia edicola da casa non è purtroppo a misura di camminata ma di auto, va da sé che non riesco a scartare subito le mie riviste e me le devo portare a casa, tornando dal lavoro. la cosa toglie quella bella continuità che si avrebbe in altri casi, con la successione a ritmo di marcia di acquisto, trasporto e scarto strada facendo. Magari in quel caso lì si può fischiettare belli contenti.


Infine lo scarto, la vertigine del profumo di nuovo che esce dalla plastichetta (se si tratta di numero in cellophane), il primo sfogliare. Come amo le riviste!

mercoledì, gennaio 19, 2011

buoni propositi del 2011


già aggiornare questo blog con qualche disegno sarebbe tanto...
PS: prime prove di colorazione della mia Eli.

appunti grafici - fine 2010







Al Coteba Day 2010 - Villa Grant (Roma)