lunedì, febbraio 18, 2008

settimana scorsa Angese

il disegnatore Angese (Sergio Angeletti) settimana scorsa è morto.


L'ho conosciuto tanti anni fa, nel 1992 ad un suo Corso Fumetti in Umbria presso la Libera Università di Alcatraz e fino al 1995/96 ci siamo rivisti e sentiti spesso. Poi, come purtroppo succede nella vita, ci siamo persi di vista e non l'ho più sentito nè incontrato. Ma seguivo se possibile i suoi percorsi grafici, captavo qualche segnale tramite amici prima e con la rete poi.


E' stata una sopresa amara, questa notizia, e così vorrei ricordare una persona che ha incrociato la mia vita, che mi ha insegnato e trasmesso qualcosa di importante, con cui ci si è fatte delle risate grosse. I suoi corsi sono una delle cose più belle della mia giovinezza, sono i 20 anni fantastici che non tornano più indietro, è stata l'occasione per incontrare persone diversissime e interessanti, alcune delle quali poi sono diventate dei carissimi amici, come fratelli.


Angese, con la sua armata di aiutanti sgangherati, con la sua organizzazione traballante, teneva questi corsi, con poca teoria, pochi mezzi a disposizione ma molto entusiasmo e mestiere. certo, c'erano pure carenze nel corso e a volte si creavano situazioni fastidiose che io e il Ven non mancavamo di commentare con borbottii e moccoli a mezza voce. Ma poi che bella vita si menava in quella Umbria calda e sonnacchiosa di fine estate! Lo scambio di conoscenze e passioni tra i partecipanti erano stimolanti: si guardavano i disegni e i modi di disegnare, i colori, le Ecoline e i Pantone, le peccette e gli sbianchetti, gli storyboard, le fotocopie. Poi c'era l'aspetto Villaggio Freak delle vacanze, questa sorta di comune che si allestiva per una settimana abbondante ad Alcatraz, con reminescenze da figli dei fiori, in modo che noi pischelli si potesse annusare l'aria di rivoluzione che aveva aleggiato sulle (nelle) teste dei nostri genitori.

Mi ricordo di personaggi fantastici, amanti dei clash e di Elio, metallari di Vetralla, ragazzi appena usciti dalla naja, bellocce napoletane che facevano sempre innamorare il mio amico Ven, ragazze parmensi che turbavano il sottoscritto, amici toscani con cui andare a correre nei boschi umbri, sulle salite di sassi bianchi polverosi.... Mi ricordo poi i discorsi sognanti di Angese la notte, sotto le stelle, con un gruppetto di noi tutt'attorno come giovani attorno al vecchio della montagna, un misto tra il matto di paese e il saggio conoscitore delle cose di mondo, mentre noi stavamo divisi tra "allievi" trasognanti e i "partecipanti" scettici. Io penso che stessi in questa seconda parte e gran parte dei discorsi li prendevo con un certo spirito diffidente, ma li ascoltavo bene e non posso dire che non provocassero degli effetti. Anche a distanza di anni con il buon Ven si commentava dicendo "...come diceva Angese".


Ricordo molte altre cose, ci vorrebbe una serie di scritti, dovrei riprendere i disegni dell'epoca... per ora lascio queste prime impressioni in ricordo di un caro omaccione romano-umbro

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