mercoledì, settembre 17, 2008

il giaguaro del peep-show

Ieri sera festa di addio al celibato a sorpresa.
A sorpresa, perchè ero convinto fosse un compleanno da festeggiare in un ristorante pizzeria di media qualità tra birre e risate. Invece, in 6 balordi, ci siamo spinti in un messicano sui navigli con buon menù come prima parte della serata. Il compleanno beninteso c'era anche quello e tra due giorni pure un altro per cui di 6, ben 3 erano da festeggiare. E allora, dopo i beveraggi d'ordinanza della cena, giro di tequila come brindisi e per alcuni controgiro a suon di caffè mexicano. Beppe ha chiesto senza la panna che fa male prendere tanti grassi. Federico si è sentito male e considerando che era il festeggiato n°1 abbiamo iniziato a sospettare che piega avrebbe preso la serata.
seconda parte: dopo ameno attraversamento della città si arriva al mitico Striptease di viale Padova. Un insegna famosa fin dai tempi dell'università. Siamo azzimati e ridanciani come studenti in gita scolastica della 3a media. si valuta veloci l'obolo, il prezzo del guardaroba e in un attimo passiamo la porta. Sembriamo Pinocchio quando arriva nel paese dei balocchi.
Io faccio lo sgamato conscio delle esperienze passate in altre feste identiche ovvero fingo di essere alla prima volta che è sempre l'atteggiamento giusto. Più fai il novellino e più te la grassi.
Non capisco quelli che fanno i grandi esperti che si siedono con un ghigno sottile, guardando in sala, cercando conferme tra i pochi altri clienti, girando con cura il bicchiere del drink da 20€, lanciando un'occhiata da abitué alla stripper del momento. Io per mio conto sgrano gli occhi come Bambi e non scollo lo sguardo da tanta abbondanza. il drink può pure aspettare e la dignità l'ho lasciata nel guardaroba - come tutti del resto. Cosa me ne frega degli altri clienti, che si facciano i cazzi loro. l'importante è passare in rassegna tutto il gnoccolame e non farsi prendere da nessunissima frenesia. Abbiamo il tempo per godere di questo ben di dio in tutta calma, anzi, visto che il godimento si limita a guardare e tuttal'più a qualche toccacciata è meglio prolungarlo un pò e non bruciare subito tutta la paghetta che ci siamo portati dietro.
Torniamo alla scena dell'ingresso, che è uno dei momenti migliori.
Siccome è relativamente presto ed è un martedì sera, il pubblico è davvero scarso e le leonesse sono pigramente svaccate attorno ai pali, come una mandria indolente, c'è la musica bassa... movimenti lentissimi delle ragazze... insomma, la serata langue. Vedo all'improvviso sguardi felini su di noi: ci soppesano, ci valutano, valutano il festeggiato, sanno già tutto; fessure di noia che ci passano come lo scanner all'aereoporto. Le prime mossettine, molto mestiere in scioltezza. Noi invece siamo davvero come scolaretti eccitati, stiamo tutti in gruppo serrato, sorridiamo imbarazzati e cerchiamo dove metterci. Ci branca la maitresse che ci spiega le regole e gli obblighi, tutti monetari. diciamo sì con la testolina e ci mettiamo buoni buoni in un angolo. è un errore, però veniale: la disposizione sul territorio e la sindrome dei buoi muschiati: non dobbiamo far cerchio a nessun attacco, lasciate che vengano parvulae!
Vabbè la serata procede tra spettacolini alcuni divertenti altri decisamente noiosi. Passo dallo stato del canguro saltellante a quello di camaleonte dormiente più volte, complice il drink obbligatorio, l'ora desueta per un giovane padre e l'alternanza non troppo ottimale tra gnocche e non gnocche sul palco. Ce n'è di tutti gusti comunque, su questo non c'è che dire.
Poi c'è il problema del festeggiato, cosa pagargli, cosa vuole, cosa finge di non volere, le manfrine, l'insistere, cose già viste, cose un poco fastidiose. Chissà perchè poi arriva sempre una ninfetta che non è la più bella sul mercato per lui. Le più belle stanno al palo ad attirare, far sbavare, cose così. E' una regola basilare di questo business.
Ci togliamo comunque qualche sfizio, ridiamo un pò, si fa divertire il festeggiato, qualcuno trova giusto intavolare dialoghi con la gnocca, parlarle (parlare!!!), offrirle dei drink. Cose da matti. Io già dire il mio nome mi da decisamente fastidio, mi dico non siamo mica in biblioteca, faccio il gentile, va bene ma niente confessionale, pliz. Ma poi a essere così stratega ci si rovina un pò l'atmosfera per cui mi lascio andare a fare il nerd anch'io e concludiamo tra risatine e battute una buona serata.
Si vedano poi i commenti ironici del buon Dekus che la prossima volta lo portiamo così non fa più di questi danni!

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